Nella quotidianità, la maggior parte dei genitori tende a non considerare i comportamenti positivi dei figli, focalizzandosi principalmente su quelli ritenuti problematici e inadeguati.
L’utilizzo da parte loro di azioni di risposta dure e incoerenti ha come conseguenza il deterioramento del rapporto tra genitori e figlio, nonché l’insorgere di comportamenti oppositivi che rinforzano, come in un circolo vizioso, pensieri e sentimenti negativi di inadeguatezza, angoscia, rabbia e frustrazione, unita alla sensazione che niente stia andando per il verso giusto.
Una richiesta di attenzione manifestata dal bambino attraverso un comportamento inadeguato induce il genitore a rimproveri che potrebbero agire da rinforzi negativi, ed aumentare, piuttosto che diminuire, la frequenza del comportamento inappropriato.
I genitori devono essere consapevoli dell’importanza di spostare il loro focus attentivo dai comportamenti negativi del figlio a quelli positivi. Al fine di incoraggiare questo cambiamento, il primo passo consiste nel modificare il proprio stile di interazione e di comunicazione. Può essere utile per i genitori imparare e sostituire i rimproveri con elogi verbali per premiare i comportamenti positivi (ad es.: “Mi è piaciuto molto quando hai aiutato tuo fratello a raccogliere i giocattoli e a metterli nel cesto”, “Hai fatto questo lavoro molto bene”; “Vedo che hai fatto attenzione ai suggerimenti dell’insegnante che ti consigliava di controllare se avevi fatto errori. Ben fatto!”). E’ importante che i genitori comprendano l’importanza di essere/diventare modelli positivi per i loro figli, imparando a gestire le loro emozioni e a trasmettere messaggi educativi efficaci.
Alcune strategie utili:

  1. Assumere una disposizione mentale positiva
  2. Prendersi cura di sé, ritagliandosi spazi di svago personali e/o di coppia
  3. Predisporre gli ambienti della casa in modo tale che diventino facilitanti e prevedibili (area giochi, area sonno, area cibo, etc.)
  4. Stabilire chiare regole e aspettative
  5. Stabilire delle routine di orari e attività
  6. Usare stimoli visivi, uditivi (timer) per facilitare il ricordo delle attività da svolgere durante l’arco della giornata
  7. Inserire l’attività fisica in maniera regolare e costante
  8. Incentivare le relazioni di amicizia con i pari
  9. Fornire immediate ricompense per i comportamenti positivi
  10. Fornire feedback frequenti
  11. Adottare stili educativi improntati sulla coerenza
  12. Usare un sistema di economia a gettoni (Token economy) per incentivare i comportamenti positivi e scoraggiare quelli negativi
  13. Ignorare invece di rimproverare
  14. Predisporre dei piani di azione per risolvere i problemi

Strategie utili per i problemi del sonno:

1) Creare un rituale della buonanotte
2) Fare in modo che il calmarsi diventi parte del rituale
3) Spegnere tutti i dispositivi elettronici prima di andare a dormire
4) Creare un ambiente che favorisca il sonno
5) Riservare la camera da letto e il letto soltanto per dormire
6) Incoraggiare il bambino a calmarsi da solo
7) Stabilire orari fissi del sonno e del risveglio
8) Eliminare cibi e bevande contenenti caffeina e zucchero
9) Curare i problemi medici
10) Elogiare il sonno sereno

Strategie utili per i facilitare lo svolgimento dei compiti a casa:

  1. Creare una routine legata ai compiti, stabilendo un orario preciso di lavoro in un luogo tranquillo e privo di distrazioni
  2. Fornire aiuto laddove necessario
  3. Elogiare i successi
  4. Premiare il completamento dei compiti con delle ricompense
  5. Insegnare le strategie che mirano a migliorare l’organizzazione del materiale necessario per svolgere i compiti a casa e per completarli
  6. Promuovere l’autonomia attraverso strategie di apprendimento mirate (es.: strategie di autoistruzione verbale)

 

Al fine di gestire al meglio le strategie di rinforzo, Marzocchi (Marzocchi, 2011) suggerisce di:

  1. Usare i rinforzi immediatamente dopo la manifestazione del comportamento gradito
  2. Sostituire progressivamente i rinforzi artificiosi con rinforzi autosostenuti naturalmente
  3. Regolare la quantità dei rinforzi a seconda della difficoltà e dello sforzo richiesto dal comportamento
  4. Indicare chiaramente e in maniera esplicita il comportamento che si sta elogiando (“Sei stato preciso e hai controllato il tuo lavoro”, non un generico “sono contento perché sei stato bravo”).
  5. Mostrare entusiasmo nel momento del rinforzo, accompagnandolo con un sorriso ed enfatizzando i commenti positivi.
  6. Evitare l’uso di ricompense per frenare il comportamento indesiderato (altrimenti il comportamento problema aumenterà in frequenza e intensità).
  7. Mantenere la maggiore coerenza possibile nel fornire i rinforzi. Se il comportamento non è ciò che ci aspettavamo, il rinforzo non deve essere dato.
  8. Stabilire delle tappe intermedie per i comportamenti più complessi che richiedono uno sforzo maggiore da parte del bambino. Piccoli premi possono essere forniti ad ogni tappa raggiunta.
  9. Assicurarsi di avere un ampio “menu” di ricompense per evitare che il bambino si stanchi di ricevere sempre lo stesso rinforzo.
  10. Un rinforzo perde il suo valore se utilizzato troppo spesso
  11. Ricordarsi che, ciò che uno stesso rinforzo può funzionare con un bambino, ma non con un altro
  12. Allo stesso modo, ciò che funziona come rinforzo in un’occasione, può non avere lo stesso effetto in un’altra.
  13. L’adulto deve controllare l’accesso alle ricompense che egli intende usare come rinforzo (se il bambino può avere determinate cose in qualunque momento desideri, queste stesse cose se usate come rinforzo perderanno il loro valore).

 

Marzocchi, G. M. (2011). La presa in carico dei bambini con ADHD e DSA. Costruzione della rete tra clinici, genitori e insegnanti. Trento, Erickson.